Il cibo e il conto
Fa piacere venire in questo nuovo ristorante alla
moda anche solo per una bistecca alla fiorentina di
carne doc, il vitellone chianino, cotta come si deve
al fuoco di legna e servita con i fagioli zolfini
del Pratomagno. Per piccoli appetiti cè un
assortimento di tagliate, ottimo
labbinamento con i carciofi crudi alla
giulienne. La cucina si cimenta bene anche su altri
piatti tipici come il bollito misto con sottaceti,
salsa verde e mostarda. Ottima la degustazione dei
salumi di vero cinto senese con i sottoli
dellAmiata. I dolci sono tutti fatti in casa, si
può anche ordinare una coppia di gelato del vicino
Vivoli. La carta dei vini rappresenta già
unampia selezione di ciò che esiste in Toscana e
sta piano piano acquisendo alcune chicche. Il
conto oscilla attorno alle 50 mila lire, vini
esclusi.
Il valore aggiunto
In poco meno di un anno lOsteria è già
diventata un punto di riferimento per chi vuol
mangiare ben oltre lorario canonico delle 21. Per
fortuna, vien da dire, a Firenze esiste ora un altro
ristorante (nn pizzeria) che tiene la cucina aperta
fino a mezzanotte. Questa vocazione dopo-teatro ha
portato allOsteria molti dei vip che vivono o
passano per la città e che amano ritrovarsi n
unatmosfera ricercata ma non troppo. Il servizio
è infatti accurato ma sa anche sviluppare nel tempo
un rapporto familiare con la clientela, fatta di
tanti habitués. A pranzo vengono proposti piatti
del giorno con ingredienti di stagione e nei
pomeriggi può capitare di partecipare a una
degustazione con uno dei grandi della tradizione
vinicola toscana, da Piero Antinori a Sergio Manetti.
La critica
Se per i piatti tipici della tradizione toscana è
stato raggiunto un buone livello, rimangono ancora
da perfezionare le ricette della cucina più
elaborata. I primi di pastasciutta, in particolare,
soffrono ancora di personalità: è il caso della
pasta corta con i carciofi e scaglie di cacio.
Migliore invece la tenuta delle zuppe come la
minestra di carciofi e patate o il passato tiepido
di fagioli di Sorana. Lattenzione per le materie
prime, che il vanto del locale, potrebbe anche
rivolgersi allassortimento dei pani, dellolio
e dellaceto. Uno sforzo da fare anche su alcuni
ricarichi della carta dei vini. La moda del momento
e il successo del locale portano ogni sera in queste
stanze una forte concentrazione di personaggi
rinomati: chi non ama latmosfera da salotto bene
è meglio eviti lOsteria.
[di CIRO DE CECCO - La Repubblica
domenica 18 aprile 1999]